Fabio Zanca
Nella sua vita ha lavorato come ingegnere e questo aspetto sarà determinante per lo sviluppo della sua modalità espressiva. Fabio parte infatti a riempire fogli – raccolti poi in album – di sagome di squadre ed in generale di strumenti utilizzati per la progettazione. Questo “gesto genesi” è funzionale a Fabio per riattivare la sua memoria operativa. In un secondo momento Fabio riempie queste forme con linee ordinate, tracciate con la riga, di diversi colori, differenziando le cromie dei soggetti e dello sfondo. L’immagine finale risulta un reticolo ordinato dalla vivace vibrazione cromatica. Successivamente Fabio sviluppa questo primo risultato espressivo, in una vera e propria performance: creata ad hoc la sua postazione e catalogati in scatole e ripieni i suoi strumenti – fogli di diverso tipo, pennarelli, pastelli, squadre e righelli – Fabio riprende e piega a fasi successive moli importanti di fogli di diversi formati, inserendo informazioni, partole, numeri secondo un suo personale “senso progettuale” fino al momento in cui ritiene concluso il “lavoro”.
