Emilio Luviè
Da subito ha partecipato con regolarità al Laboratorio Artistico e dopo una lunga fase di sperimentazione ha maturato un suo personale mantra creativo che si ripete ormai da 10 anni con la stessa modalità. Emilio sviluppa un duplice percorso: grafico – realizzato a biro o pennarelli neri su fogli bianchi A4 – e pittorico – realizzato con acrilici su foglio bianco 70×100 cm, con l’aggiunta finale di pastelli a olio e chine -. Il soggetto è sempre il medesimo su entrambi i percorsi espressivi: una donna stilizzata, nuda e geometrica, una “Grande Madre”, simbolo del Femmineo, elevata ad icona. Se nel lavoro grafico Emilio sembra “esercitarsi” sulla riproduzione dell’icona, lasciandola svestita e cruda nel suo simbolismo, in quello pittorico assistiamo invece ad una sorta di “vestizione”: a seguito della stesura acrilica Emilio utilizza i pastelli ad olio per creare velature/pattern – sempre a stesura piatta – che, letteralmente “vestono”, adornano e circondano la donna in uno spazio spoglio ma colorato. Al termine dell’inserimento dei dettagli con pastello ad olio (veste, capelli, occhi, sfondo), Emilio riprende l’elemento fluido delle chine, arricchendo di una tonalità lo sfondo, quasi a voler “chiudere un cerchio” progettuale.
